
Trasversali alle generazioni nel tempo e nello spazio, sembrano esser loro gli eroi della nostra era. Stanno conquistando il mondo. E lo spirito. Le Nazioni Unite dichiarano seicentoquarantanove tonnellate di cocaina prodotte all’anno dalla Colombia. Ottocento in realtà, le tonnellate immesse mensilmente sul mercato internazionale. La cocaina è attualmente lo strumento più potente del capitalismo moderno. L’offerta è altissima. La domanda incalcolabile. Perchè proprio lei scegliamo. Perchè ci stiamo facendo scegliere.
Dove sono finiti gli eroi? Quelli che nel nostro immaginario son sempre stati guerrieri della luce e cavalieri del buio? Ve ne furono e non pochi continuano a vivere nella memoria e nelle testimonianze a loro legate. Mandela, Gandhi, Wojtyla, Che Guevara, Fallaci e molti altri. Individui che hanno lottato per le proprie idee a prescindere dal giudizio comune. Dove sono? Pare non ci siano più. Perchè? Perchè non li percepiamo. Non li riconosciamo. Non li ascoltiamo. L’eroe dei nostri tempi è il denaro e coloro che l’ essenza ne rappresentano: l’apparenza. L’eroe, il valore di una persona a cui ambire, non è più l’individuo che per i suoi ideali combatte e per salvare il mondo muore. Le persone da imitare oggi, sono quelle che la propria ricchezza ostentano e, attraverso la stessa, di potere si nutrono e lo stesso manipolano. Il successo dato dal potere economico, si avvale di strumenti che ne costruiscono un’immagine ben precisa, definendo gradualmente un esempio da seguire. E mentre qualcuno si batte per l’umanità, non ottenendo altro che indifferenza o disonore, i signori del mondo, la loro fama accrescono attraverso generazioni che giorno dopo giorno dal loro esempio imparano e le loro vite simulano. Quale il fine? La ricchezza. Gli strumenti del dio consumismo sono infiniti. Psicologi, hashish, eroina, psicofarmaci, internet. Dalle droghe agli hobby, tutto sembra mutare in dipendenza e pare tendersi verso un’indifferenza profonda e sempre meno sensibile. Il consumo di un prodotto dipende dalla domanda per cui il prezzo dell’offerta si adegua, generando tra compratore e venditore un legame di tipo compulsivo ed irrinunciabile. Le etnie del mondo intero, si stanno sciogliendo in un sistema globale dominato dal dio denaro. L’eroismo del dio denaro stà nel cogliere lo strumento più efficace e utilizzarlo in maniera trasversale. Analizzando la struttura della società in cui applicarlo, attraverso la stimolazione del senso di desiderio di ogni singolo individuo a comporre la massa. Il prezzo di un’emozione è spesso la dipendenza. E’ così che dopo l’America, la cocaina stà devastando l’ Europa.
OEDT – Osservatorio Europeo Droghe e Tossicodipendenze
Rapporto presentato a Bruxelles – Anno 2009
Non vi sono segnali di miglioramento per quanto riguarda il consumo europeo di cocaina ed eroina, le due sostanze che rimangono al centro del fenomeno della droga in Europa. La poliassunzione costituisce un altro aspetto notevolmente problematico, in presenza di una gamma sempre più ampia di sostanze disponibili e di modalità sempre più complesse di assunzione di stupefacenti.
La cocaina rimane il più popolare stimolante in Europa e si segnalano nuovi aumenti. Tredici milioni gli europei tra i 15 ed i 64 anni. Di questi, 7,5 milioni sono giovani tra i 15 e i 34 anni di età. Tre milioni dei quali l’hanno usata nell’ultimo anno. Il consumo di cocaina nell’Unione Europea resta concentrato nei paesi occidentali, mentre rimane basso in altre parti d’Europa. Nei paesi a più elevata prevalenza (Danimarca, Spagna, Irlanda, Italia e Regno Unito), i dati affermano che nell’ultimo anno l’uso tra i giovani si è attestato tra il 3,1% e il 5,5%. Nella maggior parte dei paesi partecipanti all’indagine, i dati evidenziano una tendenza alla stabilizzazione o all’aumento dell’ uso nel gruppo di età tra i 15 ed i 34 anni. Nel 2007 il numero di sequestri di cocaina in Europa ha raggiunto quota 92.000 (84 000 nel 2006), benché il quantitativo complessivo recuperato si sia ridotto a 77 tonnellate (rispetto a 121 tonnellate nel 2006). Tra i pazienti che entrano per la prima volta in terapia per la disintossicazione, il 22% ha indicato la cocaina come sostanza problematica primaria.
Eroina
Nell’Unione europea e in Norvegia, da 1,2 a 1,5 milioni di consumatori di oppiacei, la maggioranza dei quali è costituita da consumatori di eroina. I nuovi dati indicano anche che la popolazione di consumatori di eroina è tuttora in aumento, benché in misura modesta. Sulla base dei dati provenienti da 19 paesi partecipanti all’indagine, nel 2007 il numero globale di nuove richieste di terapia per consumatori di eroina come droga primaria, era più elevato del 6% rispetto al 2002. Tra il 2006 e il 2007, otto paesi hanno riferito che gli utenti che entrano in terapia per consumo primario di eroina, sono aumentati. Tra il 2002 e il 2007, il numero di sequestri di eroina segnalati nell’Unione europea e in Norvegia è aumentato in media di circa il 4% l’anno. Nel 2007 sono stati riferiti 56.000 sequestri (rispetto ai 51.000 nel 2006), con il numero più elevato nel Regno Unito. Il quantitativo globale di eroina sequestrata nell’Unione europea e in Norvegia, dopo una diminuzione successiva al 2002 è aumentato da 8,1 tonnellate nel 2006 a 8,8 tonnellate nel 2007. La Turchia, importante paese di transito per l’eroina in ingresso nell’UE, ha riferito un quantitativo record di 13,2 tonnellate sequestrate nel 2007, rispetto a 2,7 tonnellate nel 2002.
Poliassunzione
La poliassunzione è oggi molto diffusa in Europa e l’uso combinato di diverse sostanze causa o complica, le terapie da affrontare. Tra gli studenti (15–16 anni) interpellati in 22 paesi, il 20 % ha riferito un consumo di alcool e sigarette nell’ultimo mese, il 6 % di cannabis con alcool e/o sigarette e l’1 % di cannabis con alcool e/o sigarette più un’altra sostanza (ecstasy, cocaina, anfetamine, LSD o eroina). La ricerca indica che tra i giovani studenti, la poliassunzione può aumentare il rischio di effetti tossici e di problemi cronici di salute negli anni a venire.
Tra i giovani adulti (15–34 anni), la poliassunzione è sintomatica di modalità più radicate di consumo di sostanze e può essere associata a maggiori rischi. I forti o frequenti consumatori di alcool hanno probabilità da due a sei volte superiori di aver consumato cannabis nell’ultimo anno rispetto alla popolazione generale e da due a nove volte superiori di aver usato cocaina durante tale periodo. La poliassunzione è particolarmente diffusa tra i consumatori problematici di stupefacenti e può determinare un aumento dei rischi e la possibilità di conseguenze gravi (overdosi). Una recente analisi di dati provenienti da 14 paesi ha rilevato che oltre la metà (57 %) dei nuovi pazienti ammessi a terapie disintossicanti ha segnalato almeno una sostanza problematica aggiuntiva oltre alla sostanza primaria per cui chiedeva assistenza. I referti tossicologici in seguito a overdosi letali (causate per lo più da eroina) spesso rivelano la presenza di più sostanze. La gestione della poliassunzione tra i consumatori di stupefacenti rimane un compito complesso e impegnativo per i terapeuti nell’ambito della fornitura dei servizi”. I soggetti con problemi connessi a un’unica sostanza stanno diventando un’eccezione, osserva il direttore dell’OEDT Wolfgang Götz. “In Europa il problema della droga si riferisce sempre più spesso al consumo combinato di diverse sostanze psicoattive, sia lecite che illecite. Questa realtà non solo conduce con più frequenza a esiti negativi, ma costituisce anche una sfida per i servizi di terapia per le tossicodipendenze, che devono far fronte a un insieme più complesso di necessità. Le nostre future politiche devono inoltre, riflettere il fatto che l’uso combinato di stupefacenti e alcool è diventato una caratteristica fondamentale dei problemi che oggi ci troviamo ad affrontare”.
27 gennaio 2010 – Antonio Maria Costa. Direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la Droga e la Criminalità (UNODOC)
Il ruolo dei soldi della droga come ciambella di salvataggio del sistema finanziario. “Il traffico di droga a questo punto, potrebbe essere l’unica industria in espansione, con poca o zero disoccupazione. I proventi vengono reinvestiti solo parzialmente in attività illecite. Il resto del denaro viene immesso nell’ economia legale con il riciclaggio. Ciò significa introdurre capitale da investimento. Ci sono indicazioni che questi fondi sono anche finiti nel settore finanziario, che si trova sotto ovvia pressione dalla seconda metà dello scorso anno. Sembra che i crediti interbancari siano stati finanziati da denaro che proviene dal traffico della droga e da altre attività illecite. In molti casi, i proventi della droga sono l’unico capitale liquido con cui comprare, ad esempio, proprietà immobiliari. Nella seconda metà del 2008, la liquidità era il principale problema del sistema bancario e perciò, questo capitale liquido è diventato un fattore importante. Oggi, la crisi finanziaria costituisce una straordinaria opportunità per una ulteriore penetrazione di istituzioni finanziarie in crisi di liquidità da parte della mafia: con la stretta creditizia delle banche, questi gruppi criminali ricchi di liquidità sono emersi come la sola fonte di credito. Non solo i banchieri hanno creato strumenti finanziari dal potere incalcolabile, ma hanno permesso all’economia criminale di diventare parte dell’economia globale. I banchieri d’affari, i manager dei fondi, i traders commerciali e immobiliari, assieme ai certificatori, ai contabili e ai legali, hanno aiutato le mafie a riciclare i proventi del crimine e a diventare soci in affari”.
È il petrolio bianco il vero miracolo del capitalismo moderno. Una ragnatela mondiale che dà ai clan un fatturato 60 volte superiore a quello della Fiat. Non esiste nulla al mondo che possa competervi. Niente in grado di raggiungere la stessa velocità di profitto. Nulla che possa garantire la stessa distribuzione immediata, lo stesso approvvigionamento continuo. Nessun prodotto, nessuna idea, nessuna merce che possa avere un mercato in perenne crescita esponenziale da oltre vent’anni, talmente vasto da permettere di accogliere senza limite nuovi investitori e agenti del commercio e della distribuzione. Nulla sulla crosta terrestre ha permesso un tale equilibrio tra domanda e offerta. La prima è in crescita perenne, la seconda in costante lievitazione: trasversale a generazioni, classi sociali, culture. Con multiformi richieste e sempre diverse esigenze di qualità e di gusto. È la cocaina il vero miracolo del capitalismo contemporaneo, in grado di superarne qualsiasi contraddizione. I rapaci la chiamano petrolio bianco. I rapaci, ovvero i gruppi mafiosi nigeriani di Lagos e Benin City divenuti interlocutori fondamentali per il traffico di coca in Europa e in America al punto tale che in Usa sono presenti con una rete criminale paragonabile soltanto, come racconta la rivista ‘Foreign Policy’, a quella italoamericana. L’Italia è il paese dove i grandi interessi del traffico di cocaina si organizzano e si strutturano in macro−strutture che ne fanno uno snodo centrale per il traffico internazionale e per la gestione dei capitali d’investimento. L’azienda−coca è il business più redditizio d’Italia. La prima impresa italiana, l’azienda con maggiori rapporti internazionali. Può contare su un aumento del 20 per cento di consumatori, incrementi impensabili per qualsiasi altro prodotto. Calabria e Campania forniscono i più grandi mediatori mondiali nel traffico di coca, ‘ndrangheta e camorra trattano circa 600 tonnellate di coca l’anno. La strada africana, la strada spagnola, la strada bulgara, la strada olandese sono i percorsi della coca infiniti e molteplici che hanno un unico approdo da cui poi ripartire per nuove destinazioni: l’Italia. Alleanze strettissime con i cartelli ecuadoregni, colombiani, venezuelani, con Quito, Lima, Rio, Cartagena. La coca supera ogni barriera culturale e ogni distanza tra continenti. Unico mercato: il mondo. Unico obiettivo: il danaro. In Europa, ‘ndrangheta e camorra riescono più di ogni altra organizzazione a movimentare la cocaina. Spesso in alleanza tra loro, alleanze nuove e inedite tra gruppi a cui i media italiani tradizionalmente riservano un’attenzione marginale e cronachistica, lasciando che nel cono d’ombra generato dalla fama di Cosa Nostra continuassero a migliorare e trasformare le loro capacità di importazione e gestione della coca. Tra Sud America e Sud Italia sembra esserci un unico cordone ombelicale che trasmette coca e danaro, canali noti e sicuri, come se esistessero immaginari binari aerei e gallerie marine, che legano i clan italiani ai narcos sudamericani. Il contributo fondamentale della criminalità organizzata italiana sta nella mediazione dei canali e nella capacità di garantire continui capitali d’investimento. I capitali con cui la coca viene comprata si definiscono ‘puntate’. E le puntate dei clan italiani arrivano prima di ogni altro concorrente: puntuali, corpose, in grado di permettere ai produttori di avere garanzie di vendite all’ingrosso e persino di liberarli della necessità di trasportare il carico sino a destinazione. Nel 2007 emerge la nascita di una nuova figura, il broker, e lo spostamento dell’asse internazionale dei traffici dalla Spagna a Napoli. Dopo gli attentati dell’11 marzo 2004, la Spagna decretò il massimo rigore alle frontiere, cosa che si tradusse nell’aumento esponenziale dei controlli di porti e autoveicoli. E così il paese che prima era considerato dai narcos un enorme deposito dove poter stoccare cocaina alla sola condizione che non fosse destinata al mercato interno, ora come snodo di scambi diventava problematico. Tutta la droga finisce quindi dirottata in altri porti come Anversa, Rostock, Salerno. La coca vi arriva dopo che le puntate sono state decise, e a partecipare alle puntate non sono solo i clan, ma anche i corrieri, i broker stessi e chiunque voglia tentare la strada dell’investimento in questa sostanza alchemica che rende cento volte il costo iniziale.
Tutto appare sempre più costruito sulla bramosìa di apparire e la velocità attraverso cui raggiungere il successo. La vastità di scelte e la facilità di conquista, hanno generato un ritmo ossessivo nella frenesia di appagamento di un senso di desiderio sempre più compulsivo e insoddisfatto.
Policlinico Agostino Gemelli – Roma
Federico Tonioni – Psichiatra e Ricercatore
Dottore. Ovunque si vada e a qualsiasi ora, si incontra gente fatta di coca. Le sostanze a disposizione sono innumerevoli. Perchè stiamo scegliendo proprio la cocaina?
“Perchè la società di oggi è articolata in maniera compulsiva. La compulsione è senza tempo. La mente desiderosa fa della compulsione la caratteristica principale. I prodotti in offerta generano una tipologia di richiesta frenetica e ossessiva. La cocaina è la sostanza con cui ci si allinea alla velocità, alla fretta”.
Come agisce? Perchè da molti è considerata una droga subdola?
Ciò che spinge una persona verso la ricerca frenetica della cocaina è la ricerca del piacere. Per questo la dipendenza da cocaina è fortissima ed almeno nelle fasi iniziali, prevalentemente psicologica. Un evento piacevole e la sensazione di euforia e benessere che tale evento provoca è dovuta ad un grande incremento di produzione di dopamina. La cocaina agisce sulla funzionalità delle proteine di trasporto, impedendo il riassorbimento di dopamina all’interno del neurone. La dopamina è una sostanza naturalmente prodotta dal corpo umano. All’interno del cervello, la dopamina funziona da neurotrasmettitore, tramite l’ attivazione di recettori e subrecettori specifici. I neurotrasmettitori, sono sostanze chimiche che mettono in comunicazione i neuroni, aumentando la secrezione di dopamina. La cocaina colpisce e blocca i trasportatori di dopamina, impedendone il riassorbimento all’ interno del neurone”.
Perchè è importante la dopamina?
“La dopamina serve a controllare i movimenti, le emozioni ed i sentimenti. Si riforma attraverso l’ alimentazione. La depressione post-cocaina è dovuta alla mancanza di dopamina. Il down inizia quando non si ha più dopamina a disposizione. I danni della cocaina sono subdoli. E’ da lucidi che escono. La cocaina è inizialmente invisibile. I danni provocati sono spesso irreversibili perchè generano deformazioni nel pensiero e nella percezione. Tutto ciò che abusa di dopamina, cambia il pensiero”.
Perchè la cocaina stà diventando la droga di tutti?
“Perchè è l’incarnazione delle tendenze attuali: fingere di essere sempre felici, belli e vincenti. Ovvero essere finti, di plastica. La cocaina promette sogni di gloria e intanto scava nuovi vuoti nell’anima. La cocaina è infame e fà diventare infami”.
Il consumo di cocaina è aumentato soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 15 ed i 34 anni. Contemporaneamente, soprattutto in questa fascia di età è statisticamente diminuito il consumo di hashish. Cosa stà cambiando?
“E’ cambiata la struttura sociale. Le famiglie non sono più nuclei ristretti di individui attenti alle reciproche esigenze. I genitori non hanno tempo di educare i propri figli e quando si presentano i sintomi di un disagio, non sanno come affrontarlo perchè non ne conoscono il portatore. Chi fa uso di cocaina, inizia per sentirsi meno solo. La coca è un anestetico della coscienza. Allontana la percezione del dolore”.
Quindi genera distorsione della realtà?
“Regolarmente assunta, la cocaina inizia un’attività incentrata sulla stimolazione di comportamenti impulsivi e aggressivi. Contemporaneamente, il subconscio crea un’ illusione di onnipotenza, riducendo il senso di responsabilità e la capacità di riconoscere adeguatamente le situazioni a rischio”.
Da sostanza economicamente inaccessibile, la coca è diventata una droga trasversale. Un grammo costa 74 euro. Nel 2012 costerà 67. Oggi, attraverso i canali giusti, si trova anche a 50 euro. Operai, imprenditori, politici, avvocati, ragazzini, genitori e intellettuali. Stà colpendo tutti. Perchè quest’ondata di cocaina?
“Per vari motivi la richiesta di cocaina è salita esponenzialmente. La crisi in corso ne ha imposto l’ abbassamento dei prezzi. Contemporaneamente è salito il consumo di eroina ed il forte ritorno previsto, ha generato l’ esigenza di mantenere alto il mercato di cocaina, attraverso la diminuzione dei costi e la vendita di un prodotto scadente, mal tagliato ed in molti casi con percentuali di coca presenti, quasi nulle”.
E psicologicamente? Come ha fatto a conquistare una così eterogenea e larga fascia di persone?
“Infilandosi nelle vite di chi appare e di chi attraverso i media vende la propria imagine. La cocaina è sempre stata una droga ambita perchè appartenente a mondi lontani dall’ immaginario collettivo. La globalizzazione stà conducendo l’umanità alla formulazione di pensieri simili e conseguenti simili atteggiamenti. La cocaina non è altro che uno degli strumenti del capitalismo moderno”.
Chi sniffa di più. Uomini o donne?
Gli uomini sono in lieve maggioranza ma la percentuale varia di poco. Sono loro generalmente ad acquistarla”.
Sono cambiati gli usi, i costumi, i valori. Nel contesto specifico: cocaina, qual è il ruolo della donna?
“La donna assume fondamentale importanza nell’esempio che le generazioni si tramandano. I giovani imitano i personaggi di oggi, offerti dalla società come modelli. Attraverso l’ informazione viene costantemente proposta una tipologia di vita ricca e spensierata. In questo contesto gli uomini di potere, appaiono entusiasti nell’esser contornati da donne sorridenti. Le donne sorridenti spesso lo sono perchè nutrite dell’apparenza di cui l’uomo si circonda attraverso il successo. Il successo è denaro. Denaro è potere. Il concetto attuale di potere è legato all’immagine. Gran parte degli uomini che vengono oggi ritenuti potenti, fa uso di cocaina e sempre appare circondato da belle donne. La cocaina è uno degli strumenti di conquista che attualmente l’uomo utilizza nell’approccio con il sesso opposto. E non di rado la donna scende a compromessi sessualmente degradanti, pur di farsi una botta di coca. La mercificazione del sesso ed il mercato della cocaina, sono due settori che vicendevolmente si alimentano. I giovani uomini imparano che con la coca la donna si conquista facilmente. Le donne, attraverso l’ esempio materno o l’implicito insegnamento delle icone ambite dai media, ad un’età sempre più giovane, imparano ad utilizzare le proprie virtù come merce di scambio. I processi mentali per cui un’emozione si fissa nella memoria, funzionano per associazioni di elementi che ne compongono l’immagine. La condizione di vita attualmente più ambita, pone al centro dei desideri, il denaro. Il denaro tra le altre cose, procura cocaina. La cocaina attira le donne. Donne e cocaina raccontano in parte, quell’immagine di potere conferita dal dio denaro”.
Dr Tonioni. Si potrebbe attribuire il crollo dei mercati finanziari americani, anche all’abuso nel consumo di cocaina?
“Non in maniera così netta, ma statisticamente il consumo regolare di cocaina è molto elevato soprattutto all’ interno di sistemi governativo-finanziari”.
Nel 2005, uscirono in Italia vari articoli che della crisi americana parlavano in relazione al consumo di cocaina. Il Wall Street Journal ne raccontava l’invasione commerciale, lanciando una sorta di allarme. Negli anni a seguire, non se ne è parlato. In Italia più che in altri paesi, l’ argomento è quasi intoccabile. Ammettiamo che sia vero: la cocaina, stà minando l’equilibrio di un sistema finanziario già in crisi per altri motivi. In che modo è responsabile di un crollo che dall’America stà colpendo l’ Europa?
“Il mondo è costituito dalle società. Le società dai sistemi. I sistemi sono gestiti dagli individui e dalle loro professioni. La cocaina genera reazioni devastanti in tutte quelle professioni nelle quali l’equilibrio ed il controllo delle proprie emozioni è essenziale. Dopo un periodo di circa cinque anni, le lesioni cerebrali provocate, diventano irreversibili. L’assunzione ripetuta e continua, porta ad un’atrofizzazione dei lobi frontali, fino a determinare stati psicotici caratterizzati da deliri, paranoie e manie di persecuzione. La cocaina isola ed esige atteggiamenti compulsivi. La compulsione porta al desiderio ossessivo della sostanza. Il desiderio manipola il senso di responsabilità, mutando in priorità. La priorità nel procurarsi la sostanza, devìa dal senso di dovere, dagli appuntamenti, dal lavoro. Chi abusa di cocaina è portato a mentire. La menzogna genera sensi di colpa. Il senso di colpa intacca l’ autostima. L’autostima è alimentata dalla coerenza e dal senso di soddisfazione che gradualmente genera fiducia in noi stessi”.
Consumo regolare di cocaina
Conseguenze psicologiche
Lo sviluppo della tolleranza si riflette nella riduzione degli effetti piacevoli, che diventano meno intensi e solo parzialmente vengono superati con l’aumento dei dosaggi e la riduzione degli intervalli tra le dosi. Con lo sviluppo della tolleranza agli effetti della coca, si aumentano le dosi di assunzione al fine di ritrovare quegli stessi effetti piacevoli che la sostanza produceva le prime volte o per prolungarne gli effetti euforici. Contemporaneamente alla tolleranza agli effetti piacevoli della cocaina, si sviluppa una maggiore sensibilizzazione per gli effetti ansiogeni e d’inquietudine che tendono ad aumentare anche in assenza di un incremento della dose. Il desiderio di riprovare il piacere iniziale e di sfuggire all’ansia, conduce all’uso compulsivo della sostanza, con rapido aumento delle dosi e della frequenza d’ uso. L’effetto di estrema euforia creato dall’assunzione di cocaina è molto simile a quello dell’ anfetamina o della metanfetamina. L’eccitazione e lo stato di vigilanza che la cocaina provoca può portare la persona a gravi conseguenze d’abuso, quail stati d’ansia ed attacchi di panico, gravi forme di malnutrizione e depressione. Inoltre si verificano spesso stati confusionali e di esaurimento psico-fisico, conseguenze derivanti dalla mancanza di sonno. Ansia e depressione, gli stati d’animo che si alternano nelle persone che ne interrompono l’uso regolare. In seguito si manifesta un desiderio ossessivo che induce ad assumerne nuovamente, vanificando ogni sforzo di astensione. Le conseguenze da abuso di cocaina o dei suoi derivati per un lungo periodo, generano stati d’irrequietezza ed estrema irritabilità. L’eccitazione si trasforma spesso in sbocchi d’ira e di grande aggressività. La persona diviene sempre più insonne e paranoica, sempre più frequentemente soggetta a deliri ed allucinazioni, proprie delle manifestazioni psicotiche indotte dall’ uso di anfetamine e metanfetamine e dalla schizofrenia paranoide.
PERSONALITA’ BIOCHIMICA: la dipendenza a lungo termine da cocaina causa un vero e proprio cambiamento nella personalità del cocainomane.
Caratteristiche
Cambiamenti d’ umore; inaffidabilità; incapacità di portare a termine qualsiasi progetto; risentimento inespresso e rancori segreti; disonestà. Mente a familiari, amici, datore di lavoro, etc.; isolamento e trattenimento nell’ esprimere sentimenti; cronicamente depresso; può iniziare a rubare in famiglia, al lavoro, agli amici. Il cocainomane non riesce a smettere per due ragioni: desiderio incontrollabile causato da metaboliti tossici; cambiamento di personalità generato dallo stile di vita del cocainomane. Sensi di colpa – depressione.
Conseguenze fisiche
Deterioramento delle mucose nasali e conseguente perforazione del setto nasale, problemi alle vie respiratorie; infezioni virali dovute alle assunzioni della sostanza per via endovenosa; ischemie coronariche e cerebrali con conseguenti infarti, ictus ed emorragie cerebrali.
ASPETTI BIOCHIMICI: il corpo di una persona che per lunghi periodi di tempo usa cocaina, non è in grado di eliminarne completamente la sostanza. Con l’instaurarsi della dipendenza, accade che minuscole quantità di metaboliti di cocaina (i residui organici della sostanza), superano il punto di saturazione nei tessuti del cocainomane. I metaboliti, pur venendo facilmente eliminati dalla maggior parte dei tessuti organici, possono restare intrappolati nei tessuti grassi del corpo e restarci per anni. Se il cocainomane decidesse di smettere, questi depositi tossici di cocaina, entrando nuovamente in circolazione nell’ organismo, innescherebbero di fatto un desiderio a cui sarebbe quasi impossibile resistere. La presenza nell’organismo di questi metaboliti, anche in quantità microscopiche, causa una reazione nervosa nel cervello che reagisce innescando i sintomi dell’astinenza. I recettori delle cellule cerebrali, abituati a grandi quantità di cocaina, sono ora forzati a trattare una quantità minima di questi metaboliti. Il cervello allora, richiede una maggior quantità di cocaina.
Stà cambiando il sistema. I valori. La percezione. E mentre si combatte la guerra al terrorismo, non ci si rende conto che i terroristi del nostro tempo sono loro: le dipendenze. Il mercato che la società distrae dall’essenza della vita: l’ascolto delle percezioni.
Milano – Anno 2009
Rapporto del centro studi Prevo.Lab
(laboratorio previsionale sulle dipendenze della Lombardia)
“La crisi rallenta il mercato della droga, ma i consumatori continuano a crescere. E se la cocaina si conferma una piaga sociale, il futuro sarà in realtà un ritorno: quello dell’eroina. Il cui mercato è previsto in aumento del 40 per cento nei prossimi tre anni. Nel 2012 i consumatori delle droghe “da discoteca” arriveranno a circa un milione (700 mila snifferanno cocaina e 270 mila cercheranno lo sballo con l’ecstasy e gli anfetaminici). Il dato corrisponderà al 3% degli italiani tra i 15 e i 54 anni. Ma a preoccupare è l’abbassamento dei prezzi delle droghe, già ai minimi storici: per una dose di polvere bianca nel 2012 si spenderanno tredici euro, sette per una di eroina.
La Cocaina è una strategia, dicono gli analisti, per abbassare l’età dei consumatori e garantire così una “base allargata” di tossicodipendenti. Il mercato sta cambiando: dai narcos colombiani ai coltivatori di oppio afghani fino agli spacciatori di strada o a quelli della movida e del porta a porta. Come le multinazionali, anche i trafficanti di eroina, hanno risentito della congiuntura economica, così i canali di distribuzione sono stati costretti a differenziarsi. Secondo le stime per il triennio 2009-2012 gli eroinomani saranno 160 mila, il 40% in più rispetto ad ora. A partire dalle metropoli: Milano, Roma, Torino, Napoli. Un boom pilotato. Secondo gli esperti del settore, l’obiettivo è quello di garantire uno zoccolo duro con elevata dipendenza, superiore a quella della cocaina. Per gli spacciatori, aumentare la diffusione dell’eroina nei giovani tra i quattordici e i sedici anni, significa investire sul mercato dei prossimi dieci anni. Oggi le organizzazioni, dalla ’ndrangheta ai narcos, agiscono con mentalità imprenditoriale. Non c’è una borsa internazionale della droga, ma i trafficanti tendono ad autoregolamentare il mercato.
Cosa vuol dire applicare i dettami della macroeconomia al mercato degli stupefacenti?
Significa ridurre i prezzi di vendita, rendendo il mercato trasversalmente commerciale. Accessibile alla maggioranza.
Nell’anno 2007 gli Stati Uniti, hanno perso 171 miliardi di dollari per mancanza di produttività causata dalle dipendenze. Il 90% delle banconote americane, presenta tracce di cocaina. La crisi economica sta portando anche in Europa a un’esplosione di traffici clandestini retti da gruppi britannici e internazionali, con un giro d’affari record di 30 miliardi di sterline, di cui 17,5 legati al mercato delle droghe. E una situazione ancora più mossa si registra in Spagna. Da operazioni di polizia nella capitale e in altre città è emerso che i narcotrafficanti stanno innovando il mercato attraverso pratiche inedite, come quella della vendita a domicilio. Il problema più serio riguarda il crimine organizzato. Ogni attività di mercato controllata dall’autorità genera affari illegali paralleli. Inevitabilmente, i controlli sulla droga hanno generato un mercato criminale di macro-dimensioni economiche che usa violenza e corruzione per mediare tra domanda e offerta. Mentre quasi tutta la coca colombiana è destinata al Nord America, a rifornire l’Europa sono Perù – per la maggior parte, il 60-70 per cento – e Bolivia. Nel Vecchio Continente la polvere bianca arriva in aereo. Dai Caraibi o dal Cono Sud, approfittando dei frequenti collegamenti dovuti al boom turistico delle Antille o ai vincoli storico-culturali che legano Argentina, Uruguay, Brasile all’altra sponda dell’Atlantico. Una quantità via via maggiore di cocaina, inoltre, raggiunge i porti europei dall’Africa occidentale. I narcotrafficanti la trasportano qui via Brasile o Venezuela. Per poi caricarla sulle centinaia di “navi invisibili” che si dirigono verso le Canarie o Madeira. La “via africana” è quella che preoccupa di più l’Onu. Perché il narcotraffico tende a fagocitare i Paesi che attraversa. Devastandone il tessuto politico ed economico. È accaduto in America Centrale. Ora, la stessa catastrofe minaccia di ripetersi in Guinea Bissau, Capo Verde, Gambia.
VACCINO ANTICOCAINA
Uno studio, pubblicato nel mese di ottobre del 2009, dagli “Archives of General Psychiatry”, rivela come un’eventuale profilassi sia in grado di ridurre la dipendenza dalla droga. Secondo gli autori della ricerca, che hanno condotto test per sei mesi alla Yale University School of Medicine e al Baylor College of Medicine, il vaccino riesce nel suo scopo perché agisce sul sistema immunitario, aumentando il numero degli anticorpi anti-cocaina nel sangue. Inattiva la cocaina prima che entri nel cervello, evitando che la sostanza provocochi una sensazione di piacere ed euforia. E lo fa senza causare altri effetti psicoattivi o interazioni pericolose. Però, solamente il 38 per cento dei vaccinati ha prodotto livelli di anticorpi sufficienti a inibire la cocaina e a ridurre in modo significativo gli effetti provocati dalla droga e tra coloro in cui ha funzionato, gli anticorpi sono rimasti nell’organismo per soli due anni.
La sperimentazione
Thomas Kosten, lo studioso che ha guidato il team, da 15 anni dedica il suo lavoro alla messa a punto di un vaccino anticocaina e ha condotto la sperimentazione prima sugli animali, poi sulle persone. La ricerca ha coinvolto 115 soggetti dipendenti dalla polvere bianca: 58 ricevano il vaccino, 57 iniezioni di placebo. Per misurare la presenza dei metaboliti della sostanza stupefacente, tutti venivano esaminati con analisi delle urine tre volte alla settimana, per sei mesi. Soltanto in 55 hanno completato il ciclo vaccinale, i risultati dei test mostravano come 21 persone (38%) avessero raggiunto un livello di anticorpi significativo e contemporaneamente, vedevano ridursi anche il livello dei metaboliti della cocaina tra la nona e la sedicesima settimana. Kosten ha inoltre affermato che sta cercando di reclutare l’assistenza delle grandi case farmaceutiche, che stanno sviluppando farmaci simili per combatterre la dipendenza da cocaina. Un ostacolo considerevole è che la terapia per l’uso di droghe illegali non ha lo stesso margine di profitto di quella per la cocaina.
Ciò che l’uomo crea per la risoluzione di un problema, muta spesso in mezzo di conquista e manipolazione di pensiero.
L’immagine di ciò che viene considerato potere stà cambiando. L’esempio proposto è il riflesso di desideri che di apparenza si nutrono e la coscienza ingannano sgretolandone il valore. La fiducia in se stessi è l’essenza dell’eroismo.
Ottavia Massimo
FONTI
- Wall Street Journal
Osservatorio Europeo Droghe e Tossicodipendenze
Reparto Tossicodipendenze Policlinico Agostino Gemelli – Roma
Squadra Mobile della Questura di Roma
Comunità Papa Giovanni XXIII

Mi piace quell’ articolo, non avrei pensato che questo e practicabile